l'azienda catanese sospende la vendita dei biglietti
Wind jet, Riggio: “Se c’è trattativa continua a volare”
Mentre centinaia di passeggeri attendono da ore a Fiumicino di imbarcarsi per Catania e Palermo, il presidente dell’Enac Vito Riggio torna a parlare della Wind jet, la compagnia low cost catanese, sull’orlo del crac finanziario. Nella tarda mattinata di oggi, il numero uno dell’Ente nazionale aeronautica civile, irritato per l’ennesimo incontro andato a vuoto con vertici della Wind jet, aveva lanciato un nuovo ultimatum minacciando che senza le garanzie richieste da lunedì prossimo, 13 agosto, avrebbe sospeso la licenza di volo alla compagnia di Pulvirenti.
A distanza di qualche ora, Riggio fa parziale dietro front. Un segnale, forse, che la trattativa di acquisizione del vettore low cost da parte di Alitalia va avanti. A farli cambiare idea, avrà certamente contribuito anche la nota della compagnia di bandiera che ha ribadito l’intenzione di chiudere l’accordo in base a quanto stabilito il 2 e 3 agosto scorso e cioè alla presenza della garanzie richieste a Pulvirenti. In particolare due documentazioni relative al contratto di leasing con una società irlandese per i 12 airbus della flotta e alla revisione dei velivoli che a quanto pare deve essere ancora rilasciata da un’azienda israeliana.
Intervenendo in diretta a Tgcom24, Riggio, confortato dal comunicato ufficiale di Alitalia, ha affermato che “noi non sospendiamo le licenze finché c’è aperta una trattativa”. Dopo aver ricordato che l’Ente da lui guidato ha “un regolamento europeo che abbiamo applicato anche con Alitalia” il presidente dell’Autorità ha sottolineato che “il nostro intento era quello di tutelare i passeggeri che avevano comprato i biglietti e soprattutto non ci sentivamo di giocare con le sorti di 500 dipendenti”.
Il presidente dell’Enac si è anche soffermato sui pesanti disagi verificatisi nelle ultime ore in diversi scali, in particolare in quello di Fiumicino dove sono stati annullati 4 voli della Wind jet: “Il caos è scoppiato oggi perche’ la situazione si e’ incrinata con Alitalia. Abbiamo invitato a non emettere più biglietti”. Sulle garanzie che chiede l’Enac, Riggio ha aggiunto: “Le garanzie che chiediamo sono quelle che chiedono i fornitori. Wind Jet ci aveva fatto trapelare che sarebbe entrata Alitalia, se così non è i creditori non forniranno piu’ i servizi. Siamo nella medesima situazione che ci impedì di chiudere Alitalia. Noi siamo sempre stati sotto la vigilanza dell’opinione pubblica. Finchè c’e’ una trattativa che potrebbe evitare il fallimento di una compagnia – ha concluso il presidente dell’Enac – sarebbe errato fermare la compagnia”.
WIND JET SOSPENDE VENDITA BIGLIETTI – L’invito di Riggio è stato accolto in parte da WindJet che ha sospeso la vendita di biglietti in attesa della definizione di un accordo con Alitalia. E’ quanto si legge nella home page del sito web della compagnia aerea low cost siciliana dove campeggia il seguente annuncio. ”Come richiesto dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) – si legge sul sito -, le vendite tramite sito web e call center sono sospese in attesa della definizione dell’accordo con Alitalia. Si prega di contattare il call-center al numero 89.20.20 per i voli già programmati”.
Al di ciò, però, la società catanese, per bocca dell’amministratore delegato Stefano Rantuccio replica sostenendo che Wind jet “ha fatto fronte a tutte le condizioni minime richieste per chiudere le operazioni”. “Alitalia spera – sottolinea l’azienda di Pulvirenti – di spuntare condizioni maggiormente vantaggiose, ulteriori rispetto a quanto pattuito, imponendo condizioni vessatorie e usando a pretesto la necessità di ricevere documentazione da terze parti”.
Rantuccio attacca la compagnia di bandiera accusandola di continuare “a differire senza motivo la firma degli accordi” senza considerare “minimamente gli interessi dei lavoratori, dei passeggeri e dei fornitori” della Wind jet. Il vettore low cost catanese poi, in riferimento alle ultime notizie circolate in merito alla trattativa con Alitalia, precisa che “tutte le condizioni minime richieste per la chiusura dell’operazione erano disponibili sin dal 25 luglio, allorché, senza motivo, Alitalia intese far decadere la trattativa, seppure vi fosse un pieno accordo su tutti i punti”.
Secondo Rantuccio, Alitalia “spera ora di spuntare condizioni maggiormente vantaggiose, ulteriori rispetto a quanto pattuito l’1 agosto, imponendo condizioni vessatorie e usando a pretesto la necessità di ricevere documentazione da terze parti. Le garanzie richieste per l’operazione sono state fornite nei tempi e nei modi concordati, pur di addivenire in tempi rapidi alla conclusione”.



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