La Wind jet dunque si è fermata. Dalla mezzanotte gli aerei della compagnia low cost non volano. Tutti i voli sono stati cancellati. La decisione è stata presa dopo la rottura della trattativa con Alitalia, accusata di voler acquistare a un prezzo più basso e a condizioni che l’ad Rantuccio definisce “vessatorie”. Dalla compagnia di bandiera replicano che la società di Pulvirenti non ha dato le garanzie richieste, in particolare alcuni certificati sulla flotta aerea, determinanti per quantificare il valore del low cost siciliano. E poi, lamenta Alitalia, alcuni slot da Milano alla Sicilia non sarebbero di proprietà della Wind jet, causando un ulteriore danno economico che si andrebbe ad aggiungere alle perdita derivanti dalle prescrizioni dell’Antitrust che impone alla società di Colaninno, in caso di integrazione del vettore fondato dal patron del Catania Pulvirenti, di cedere altri tre slot da Palermo e Catania per Roma e Milano.

Il blocco dei voli ha reso ancor più pesante l’emergenza negli scali italiani in cui opera la Wind jet. La situazione più difficile a Fiumicino dove 200 turisti israeliani, tra cui molte donne e bambini, sono bloccati da 18 ore dopo la cancellazione del volo per Tel Aviv. La comitiva ha trascorso la notte dormendo sui pavimenti o sulle poltrone dell’aeroporto ed è stata finora assistita dal personale dello scalo. Ma con il passare delle ore cresce il nervosismo tra i turisti che chiedono di sapere come e quando potranno fare rientro in patria.

Gravi disagi sono segnalati anche nello scalo di Catania, Venezia e Verona, dove un aereo della Wind jet è stato sequestrato da Verona Sac in qualita’ di creditore. Il presidente dell’Ente per l’aviazione civile, Vito Riggio, dice che “la compagnia, di fatto, si trova già sospesa, perché non ce la fa proprio, perchè i creditori pignorano le macchine o non danno più carburante e servizi”.

Forti preoccupazione anche per il destino dei 504 dipendenti della compagnia catanese, a cui bisogna aggiungere anche i 300 lavoratori dell’indotto.

In questo quadro di polemiche e caos negli aeroporti  la vicenda approderà martedì 14 agosto sul tavolo del ministero dello sviluppo economico. Il ministro Passera ha convocato Windjet, Alitalia e l’Enac per dare  sicurezza ai 300mila passeggeri che hanno in mano un biglietto della low cost siciliana da qui a ottobre e per dare risposta ai lavoratori coinvolti.

Nel frattempo cinque vettori nazionali – Alitalia, Meridiana, Fly-Air Italy, Livingstone, Blu Panorama e Neos - hanno predisposto un piano d’emergenza, che prevede anche l’apertura notturna degli scali, per tutelare i passeggeri che stanno subendo disagi. I voli di riprotezione sulle tratte nazionali avranno un sovrapprezzo di massimo 80 euro. Un ulteriore supplemento è previsto su quelle internazionali.