intervista al direttore artistico Salvo Presti
“Vi spiego perché non parte
il Circuito del Mito”

Salvatore Presti è il direttore artistico del Circuito del Mito, la rassegna di spettacoli ed eventi promossa dall’assessorato regionale al Turismo. Per il Mito ha già curato la stagione invernale del 2011-2012 e adesso è atteso il suo programma di spettacoli, mostre e concerti per l’estate 2012. Ma l’estate è agli sgoccioli. E il circuito del Mito non parte.
Si parla di rilievi della Corte dei Conti sul progetto. Qual è il problema?
Innanzitutto non ci sono rilievi della Corte dei Conti.
Ma si è parlato di alcune richieste di chiarimenti da parte dei giudici contabili?
E si è detto una inesattezza. Val la pena chiarire: il Mito si compone di due parti. Una è già passata al vaglio preventivo della Corte dei Conti ed è stata approvata il 26 giugno scorso. Si tratta del cartellone dedicato alle Mostre, di cui quattro si sono già svolte e altre sono in programma, cadenzate fino al 2013, tra queste una dedicata ad Antonello da Messina. La seconda parte è quella più specificatamente dedicata agli spettacoli: musica, teatro, danza. Un cartellone importante, declinato per temi, e a mio parere di grande impatto culturale e turistico.
E quindi?
La seconda parte del Circuito del Mito, il cartellone che avrebbe dovuto partire in luglio, è in ritardo: dapprima per un problema di risorse si è ritardata la presentazione del cartellone poiché abbiamo ritenuto che per fare una programmazione adeguata, corredata da una promozione turistica e culturale di qualità, fossero necessarie le risorse giuste. Ma non è stato l’unico problema: abbiamo vissuto un momento di stand by anche per l’inchiesta della Procura di Palermo sui Grandi eventi. Inchiesta che, come sapete, non riguarda gli spettacoli né la programmazione del Circuito del Mito. In quel momento i dirigenti regionali hanno ritenuto opportuno comprenderne i risvolti. Insomma è stato ritenuto doveroso, e ne condivido pienamente la scelta, verificare cosa stesse succedendo.
Ora si parte, dunque. Più o meno…
E no. Poi amaramente devo dire che, nonostante il mio progetto sia stato consegnato nella prima decina di luglio e quindi credendo che tutto potesse procedere con l’invio del progetto alla Corte dei Conti, a fine luglio si è registrato un altro stop. Il funzionario delegato, dopo un esame del progetto, il 27 luglio scorso, chiede un centinaio di integrazioni istruttorie sulle schede artistiche da me presentate.
Si capisce che nelle schede artistiche ci debbano essere indicazioni sugli spettacoli e sugli artisti scelti per il cartellone. E’ evidente che il funzionario delegato Filippo Nasca potesse chiedere chiarimenti, ma quali erano i problemi?
Le schede artistiche contengono, evidentemente, i dati delle società che propongono gli spettacoli, compresa una sinossi dell’evento, il numero dei personaggi-artisti coinvolti e la congruità dei prezzi che io valuto secondo un parametro esclusivamente artistico e contenutistico espresso nell’idea progettuale.
E immagino secondo una valutazione media generale…
Certo. Schede artistiche che hanno corredato, con la stessa logica di programmazione, anche la prima parte del cartellone del Circuito del Mito, quella già esitata positivamente dalla Corte dei Conti.
Questo per dire che nella compilazione di queste schede artistiche, le modalità sono identiche e che fin qui non c’erano stati problemi, no? Quindi che differenza c’è fra il “primo” e il “secondo” Circuito del Mito.
Non lo so. L’unica differenza è che le schede sono più numerose, ma la procedura è identica.
Ma adesso il cartellone degli spettacoli è al vaglio preventivo della Corte dei Conti o no?
Presumo di no. Si aggiunga a questi problemi, quello del patto di stabilità evidenziato in queste ultime settimane dall’assessorato regionale al bilancio che ha paralizzato un po’ tutte le attività. L’assessore regionale al Turismo, Daniele Tranchida ha chiesto al collega Gaetano Armao che si rinegozi l’accordo con l’Unione europea e col Governo per i vincoli del patto di stabilità. Viviamo un paradosso; da un lato l’Unione Europea ci rimprovera la mancata spesa dei fondi europei. Dall’altra il governo ci blocca con vincoli stringenti sul patto di stabilità. Insomma un corto circuito.
I vincoli del patto di stabilità, però, sono l’ultimo dei problemi emersi. A monte ci sono ritardi burocratici, dunque.
Beh, ci sono problemi tecnici che pare adesso stiano riguardando alcuni aspetti anche del primo circuito del Mito, quello delle mostre e dei pochi concerti collaterali.
Ma non è stato già approvato dalla Corte dei Conti?
Tuttavia stanno sorgendo alcuni problemi di natura contrattuale. A partire dal mio di contratto. Ma non solo. Ci sono anche difficoltà con alcuni management e artisti.
E nel suo contratto che problemi ci sono?
Nel mio contratto – sottoposto alla mia firma solo a fine luglio – c’è una clausola che giudico irricevibile e inaccettabile che non era presente nel primo, quello dell’edizione invernale, e riguarda il compenso (80 mila euro lorde, ndr). Tale compenso viene decurtato in relazione alla eventuale cancellazione degli eventi, per qualsiasi causa, così è scritto! In sostanza se viene il morbillo alla figlia di un artista o cade l’aereo con il gruppo musicale il compenso si riduce in misura proporzionale (quali i parametri di calcolo non sono specificati). La retribuzione diminuisce anche in caso di esito negativo dell’istruttoria da parte del funzionario delegato. Mi chiedo cosa accadrebbe se il numero degli eventi cancellati, ripeto, per qualsiasi causa, superasse la cifra del compenso. Ma su questo c’è una corrispondenza con l’assessorato e il dirigente generale.
E con gli artisti?
Problemi contrattuali stanno sorgendo anche per alcuni spettacoli. Per il concerto di Dulce Pontes e per una straordinaria mostra sul tema dei rifiuti “Trash people”, ad esempio. Sono tutti eventi del “primo” cartellone e nella definizione dei contratti sorgono degli ostacoli non previsti.
Tipo?
Su Dulce Pontes, ad esempio, è stata data comunicazione dello spettacolo, in programma a Tindari e Noto, prima della firma del contratto. Comunicazione che non è arrivata né dalla direzione artistica né dall’ufficio stampa dell’artista né dall’ufficio stampa dell’assessore regionale al Turismo. Succede però che vi sono delle criticità nel contratto in relazione al trattamento del corrispettivo in caso di pioggia. E il management di Dulce Pontes non vuole firmare. Con i produttori della mostra Trash People, una performance di livello internazionale, che dovrebbe replicarsi in cinque luoghi diversi della Sicilia, sorgono altre tipologie di problemi contrattuali, peraltro ormai nell’imminenza delle date. Stesso discorso anche su altre mostre di varia natura.
Parliamo di soldi: quanto costa il Circuito del Mito?
Più di otto milioni di euro di risorse europee. Ci tengo a dire una cosa: si tratta di un cartellone che comprende 263 produzioni e più di 600 date sul territorio, dalla musica classica al folk, dal jazz al musical, dall’opera al teatro soprattutto, declinato nella rilettura del Mito e con uno sguardi approfondito alla drammaturgia contemporanea. Mi sono preoccupato di redigere un progetto che comprendesse le varie espressioni artistiche, dalle più “raffinate” alle più popolari, affinché il Mito fosse accessibile a tutti e si svolgesse negli spazi più affascinanti e prestigiosi della Sicilia. L’ho fatto anche con evidenti difficoltà logistiche nonostante nel progetto esecutivo fossero previste figure di supporto, sia di assistenza al lavoro del direttore artistico che alla promozione e comunicazione che, finora, non mi sono stati messi a disposizione. Nel progetto erano previsti giornalisti, assistenti, ufficio dove lavorare, computer con cui lavorare, stampanti, fotocopiatrici e toner, e anche macchine a noleggio da utilizzare per verificare in situ l’idoneità delle location. Non mi è stata messo a disposizione nemmeno una di queste cose, neanche un collegamento ad internet. Nonostante tutto il progetto è stato consegnato.
Cosa rischiamo di perdere di questo cartellone?
Vi segnalo oltre alle cose note, di cui qualcuno ha già scritto, tipo Nina Zilli, Noah e Malike Ayane al Castello a Mare di Palermo che, con molte altre, dovevano rappresentare il Mito al femminile, altre produzioni di grande pregio: Irene Papas, Pippo Pattavina accompagnato dall’Orchestra del teatro Bellini di Catania avrebbe recitato i grandi della letteratura siciliana; un omaggio alla Sicilia dei cantastorie, la trilogia delle fiabe di Grimm rilette da Emma Dante; una inedita Penelope con Donatella Finocchiaro; l’omaggio a John Cage, John Cage 100’s, a 100 anni dalla nascita; I canti della cieca errante dei Fratelli Mancuso; la Tragediatrice di Roberta Torre; Spiro Scimone e Francesco Sframeli, Gino Paoli accompagnato dal pianista jazz Danilo Rea e dall’orchestra; Nada in concerto con Fausto Mesolella; Wim Mertens e Balanescu Quartet, straordinari interpreti di musica contemporanea; tre superbe black vocalist – le scopra su internet sono meravigliose – Angelique Kidjo, Rachelle Ferrel e Concha Buika; Franco Maresco e Franco Scaldati che rappresentano “Inventario siculo palermitanesco” una breve storia del jazz con Maresco presentatore; la pianista giapponese Hiromi Hueara; Mario Venuti e Kaballà; Mannarino, Nicki Nicolai e Carmen Souza; per l’opera Madama Butterfly e una inedita “Mena” dai Malavoglia, Sarah Jane Morris; Passione Tour, uno spettacolo che fra gli altri vede sul palco Peppe Barra, James Senese, Raiz & Almamegretta, Pietra Montecorvino, Gennaro Cosmo Parlato, Misia, M’Barka Ben Taleb, Spakka-Neapolis55 tratto dal docu-film di John Turturro; il Balletto di Mosca ma anche l’Opera di Pechino. Quelli che mi sono venuti in mente in ordine sparso e non per importanza.
Anche l’opera di Pechino. Perché questa scelta?
Perché sarebbe stato un grande volano turistico. I cinesi si mobilitano per assistere agli spettacoli della loro terra. Anche il ministro del Turismo cinese era interessato. Una produzione imponente con 85 artisti sul palco, 4 date tra Catania e Palermo.
Secondo lei, si svolgeranno gli spettacoli del Circuito del Mito?
Sinceramente non lo so. So che le produzioni chiedono chiarimenti e dopo i primi rinvii non è detto che siano più disponibili. Certamente non lo saranno tutti.



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