A Sciacca e Ribera

Tagli ai Comuni Nascono i primi problemi

Comune Sciacca

29 settembre 2011 -  Che i tagli imposti dalla manovra del governo avessero maggiori ripercussioni sugli enti locali questo si era già intuito da tempo.

Soldi che non arrivano più, finanziamenti bloccati e i Comuni che non possono più programmare determinati interventi che riguardano anche servizi essenziali.

Sindaci che manifestano, cittadini sull’orlo di una crisi che sembra non lasciare salvi nessuno.


Da sempre le casse dei Comuni sono state viste come fondi dove poter attingere, sotto forma di servizio pubblico e spese per l’interesse della collettività, ma adesso tanti primi cittadini si vedono costretti a dover dire no spesso a scelte anche di carattere non solo di ordinaria ma anche di straordinaria amministrazione.

L’ANCI da tempo denuncia questo stato di impotenza da parte degli enti locali a poter gestire la cosa pubblica, ma adesso si aggiunge per giunta, il cosiddetto rispetto per i comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti del patto di stabilità, cioè al rispetto degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, pena sanzioni pecuniarie a carico degli amministratori e del responsabile del servizio economico-finanziario.

Non ne esce indenne neanche il comune di Sciacca che presenta uno sforamento di 3 milioni e 700 mila euro.

Conseguenza: blocco di tutti i pagamenti dei fornitori fino a dicembre. Il risultato negativo è emerso nel contesto della manovra di salvaguardia degli equilibri di bilancio, in discussione tra l’altro nella seduta di domani del consiglio comunale.

Dunque, fino al 31 dicembre 2011 non saranno pagate le spese in conto capitale con blocco dell’attività economica e finanziaria del comune, che se dovesse slittare al 2012 di fatto renderebbe più difficile la manovra di rientro e meno finanziamenti al comune.

Oggi l’opposizione incalza e con un documento a firma di tutti gli esponenti in consiglio del Pdl, Sciacca al Centro e Forza Sciacca, interrogano il sindaco sulle modalità di blocco di tutti i pagamenti per l’anno in corso. Ma chiedono da quando decorre tale fermo e quali spese.

Alonge, Bono, Guardino, Cognata, Dimino. Emmi. F. Di Paola e Bivona chiedono al primo cittadino di Sciacca le ragioni di questo provvedimento, in buona sostanza come si è arrivati a sforare e soprattutto quali saranno le manovre dell’amministrazione nella previsione di un ritorno alla normalità.

I gruppi consiliari di opposizione in consiglio a Sciacca vanno oltre e parlano di ripercussioni sulle aziende che si vedranno sospesi i pagamenti, dovendo rivolgersi alle banche per affidamenti con ulteriori aggravi di costi.

Aziende che tra l’altro non mancheranno di intraprendere azioni giudiziarie nei confronti del Comune che non paga con conseguenti e ulteriori debiti fuori bilancio.

L’assessore al Bilancio, Fabio Leonte, replica all’opposizione: “La difficoltà di rispettare gli obiettivi del patto di stabilità è un fenomeno che riguarda tutti i comuni italiani, grandi e piccoli. Basta osservare le proteste degli enti locali. L’opposizione dovrebbe stare più attenta, per evitare inutili scivoloni. Lo Stato ci metta nelle condizioni di operare”.

Grandi manovre economiche anche nel vicino comune di Ribera, dove lo sforamento del patto di stabilità ammonta a 1 milione e 300 mila euro. 580 mila euro di tagli operati dal governo centrale e 300 mila euro quelli da parte della regione. Tra l’altro anche Ribera entro la fine di settembre deve approvare gli equilibri di bilancio, la cui proposta è stata già trasmessa alla presidenza del consiglio comunale che dovrà esitare il punto.

Fiducioso l’assessore alla finanze della città delle arance Caico. ”Dovremmo recuperare alcune somme a titolo di rimborso e altre che riguardano finanziamenti per le scuole”, dice l’amministratore riberese. È chiaro che alla luce dei tagli sarà difficile che entro fine anno si possano programmare attività o altro”.

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