dopo le elezioni
Rebus Sala delle Lapidi
Le calcolatrici e i fogli excell continuano a centrifugare numeri elettorali a seconda delle notizie che giungono dalla Regione siciliana. Prima una valutazione, poi il ricalcolo quindi il ritorno al dato diffuso nelle prime battute dello spoglio. Tutto resta così come era anche se – è opportuno sottolinearlo – basterà un qualsiasi ricorso alla legge elettorale da parte di uno dei tanti candidati siciliani, peraltro già annunciato come nel caso di Sciacca, per rimettere nuovamente il calcolo in discussione.
Usiamo a campione il dato del Comune di Palermo. Leoluca Orlando che ha totalizzato più del 40 per cento delle preferenze personali porta in dote in caso di vittoria al ballottaggio un bonus pari al 60 per cento dei posti in consiglio comunali ovvero 30 consiglieri. Una pattuglia nutritissima che sarà arruolata tutta dalla lista dell’Idv, che ha superato lo sbarramento, visto che la seconda lista che lo sosteneva, La Sinistra e gli ecologisti per Palermo, non raggiungerebbe il fatidico 5 per cento che spalanca le porte di Sala delle Lapidi.
Attenzione, come avevamo scritto ieri, ci potrebbe essere una strategia collettiva per frenare l’abbuffata di consiglieri da parte di Orlando qualora si aviasse una ‘grosse koalition’ fra le altre liste che hanno superato la soglia di sbarramento; scelta dal sapore squisitamente tecnico e per nulla politica.
In pratica, se abbiamo capito bene, si può costruire una coalizione ad hoc a sostegno di Fabrizio Ferrandelli in grado di costruire il 50 più uno per cento per evitare di spartirsi solo venti posti, ed aggiudicarsi, invece, prima del ballottaggio, il premio di maggioranza in consiglio comunale che rovescerebbe l’ordine dei fattori e costringerebbe Orlando, in caso di vittoria, a governare con la minoranza in consiglio comunale.
Se ne parlava, quasi sussurrandolo, nelle sedi degli altri partiti coinvolti nelle elezioni palermitana, ma nessuno ha compiuto il primo passo. Certo, potrà prevalere il principio del ‘muioia Sansone (Orlando) con tutti Filistei’ ma come superare le divergenze che in questi mesi hanno lacerato i rapporti soprattutto fra ex alleati? E’ possibile che in nome del ‘salviamo la poltrona’ possano essere superate le ruggini fra Udc e Pid o Pdl e Pd o Mpa e resto del mondo?
Anche perchè, colmo dell’ironia, i dati percentuali delle singole liste che hanno superato lo sbarramento non sostenendo Orlando, non consentono di lasciare fuori dalla ‘coalizione tecnica’ nessuna lista per raggiungere la fatidica soglia del 50,01 per cento.



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