“La situazione dei lavoratori oggi in Sicilia è drammatica”. Così  comincia la dichiarazione del segretario regionale della Cgil Mariella Maggio a BlogSicilia, in occasione della festa dei lavoratori.

In realtà oggi non c’è nulla da festeggiare. La festa del  primo maggio è la festa del lavoro, ma oggi è la festa del lavoro che non c’è.  Lo confermano i dati della disoccupazione, delle speranze dei giovani nel futuro che non c’è. Noi però, dobbiamo festeggiare e tutte le sigle sindacali devono lottare insieme affinchè ci sia un futuro per il lavoro. Questa festa oggi sul lavoro che non c’è  serve a mettere al centro il lavoro e i diritti sul lavoro.

Nulla, attualmente, è stato fatto di concreto a livello nazionale e regionale, manca una riforma del lavoro che potrebbe portare nuova occupazione. Mancano azioni forti da parte del Governo con investimenti per creare crescita. È questo che noi sollecitiamo attraverso anche una maggiore equità  per quanto riguarda il problema della pressione fiscale. Tutte le scelte che sono state fatte sino ad oggi, sono delle scelte che vanno a ricadere su coloro che già a livello nazionale hanno maggiore carico, ovvero i lavoratori dipendenti e i pensionati.

Chiediamo, proprio in occasione del primo maggio che sia rivisitata la pressione fiscale, che sia dato respiro ai salari che si sblocchino i contratti a termine dei lavoratori pubblici e la revisione annuale delle pensioni. Cio darebbe maggiore sviluppo ai consumi e agli investimenti. Per fare ciò bisogna puntare su chi vuole puntare sulle attività produttive a partire dai grandi gruppi nazionali . Le ultime scelte ad esempio di  Eni a Gela, non ci possono soddisfare  perché precludere, anche se per un breve periodo di tempo, alcune linee di produzione può significare chiuderle definitivamente.

Si cerca sempre di tamponare attraverso la sottoscrizione di accordi che servono solo a tamponare, come nel caso della Fiat di Termini Imerese. Ieri sono scesci in piazza 2mila persone. Questo è sintomatico del fatto che sia il Governo nazionale che quello regionale hanno trattato con superficialità la questione.

Non possiamo infine dimenticare nella riscotruzione dell’apparato riproduttivo siciliano anche l’importanza del settore industriale. La nostra regione non può andare incontro alla desertificazione industriale. Grande importanza si deve dare anche al settore agricolo, ai prodotti di nicchia.

Per noi della Cgil il primo maggio di quest’anno, alla luce del disastro dell’apparato produttivo siciliano ma anche di quello a livello nazionale, è un modo per dire che non ci arrendiamo per rivendicare  il lavoro e i diritti dei lavoratori e per cercare insieme di dare un futuro al nostro paese e alla nostra regione”.

Intervista di Loredana Ales