Un ergastolo e 148 anni di carcere sono stati chiesti dal pm della Dda di Palermo, Giuseppe Fici, al termine della requisitoria nel processo contro 13 imputati, arrestati nell’operazione antimafia Kamarat, che ha permesso di smantellare in provincia di Agrigento i vertici della “famiglia” mafiosa di Cammarata e Casteltermini.

Il carcere a vita è stato chiesto per Angelo Longo che, secondo quanto accertato dagli inquirenti avrebbe avuto un ruolo anche nel sequestro del piccolo Giuseppe di Matteo, il figlio del pentito Santino sciolto nell’acido su ordine di Bernardo Brusca.

Tutti gli imputati sono accusati di associazione mafiosa con l’aggravante della disponibilità di armi ed esplosivi per il conseguimento delle finalità dell’organizzazione. L’operazione antimafia venne compiuta al termine di approfondite indagini e in relazione alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali Maurizio Di Gati di Racalmuto e Giuseppe Salvatore Vaccaro di Sant’Angelo Muxaro.

Per Salvatore Fragapane, 55 anni, di Santa Elisabetta chiesti 30 anni di carcere; 20 anni per Vincenzo Di Piazza, 71 anni, di Casteltermini; 14 anni anni per Salvatore Costanza, 62 anni, di San Giovanni Gemini; 12 anni per Mariano Gentile, 58 anni, di Castronovo di Sicilia; per Vitale Salvatore Collura, 59 anni, di Castronovo di Sicilia; per Calogero Scozzaro, 53
anni, di Casteltermini; e Vincenzo Giovanni Scavetto, 70 anni, di Casteltermini; 10 anni sono stati chiesti per Francesco Baiamonte, 64 anni, di Casteltermini e per Giuseppe Di Piazza, 43 anni, di Casteltermini; 8 anni per Salvatore Giambrone, 43 anni, di San Giovanni Gemini; 6 anni per Giovanni Chianetta, 33 anni, di Favara; 2 anni per Giuseppe Salvatore Vaccaro, 42 anni, collaboratore di giustizia di Sant’Angelo Muxaro. Tutti sono chiamati a rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso. La sentenza è attesa per il 10 ottobre.