Prosegue la protesta dei dipendenti dell’Italcementi di Porto Empedocle contro l’annunciato stop della produzione entro settembre. Da quattro giorni i quasi cento operai, per i quali ieri è scattala procedura di mobilità, presidiano lo spazio antistante la cementeria.

Il responsabile dell’Ugl Sicilia, Antonio Scolletta, e il segretario provinciale dell’Ugl Agrigento, Eugenio Bartoccelli, hanno chiesto l’immediata apertura di un tavolo di confronto interistituzionale presso il ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza Italcementi. “La situazione a Porto Empedocle sta diventando critica” dicono i due sindacalisti aggiungendo che “nell’ultimo incontro con l’azienda, la direzione, senza alcun preavviso, ha comunicato alle organizzazioni sindacali di voler chiudere lo stabilimento, presentando anche le lettere di mobilità che saranno consegnate ai lavoratori, ora in stato di agitazione permanente”.

Secondo Scolletta e Bartoccelli “l’atteggiamento unilaterale dell’azienda – è inaccettabile: il Governo deve intervenire per scongiurare la chiusura del sito di Porto Empedocle che rappresenterebbe una vero e proprio dramma per un territorio già fortemente colpito dalla crisi economica”.

Ieri sera intanto, dal consiglio comunale straordinario convocato per fare il punto sulla vertenza è arrivata una presa di posizione unanime contro la chiusura dello stabilimento. Gli operai e sindacato hanno letto un documento congiunto nel quale si sottolinea che “quella che stiamo vivendo non è una vera crisi. Fino a pochi mesi fa si annunciava la possibilità di un revamping e ora si dice che lo stabilimento non è competitivo. Non ci arrenderemo. Anche se chiediamo scusa ai cittadini per i disagi arrecati, quella che stiamo portando avanti è una battaglia per tutta la comunità empedoclina”.

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