la vertenza della cementeria
Italcementi, Camilleri a Passera: “La chiusura rischia di alimentare la mafia”
Andrea Camilleri l’aveva giurato ai suoi concittadini in lotta per difendere il posto di lavoro: “non vi abbandonerò e metterò la mia penna a disposizione”. E lui, uomo simbolo di Porto Empedocle, ha mantenuto la promessa, prendendo carta e penna per scrivere una lettera al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, sul dramma dei 94 operai della Italcementi e degli oltre 200 lavoratori dell’indotto che vedono a forte rischio il loro futuro occupazionale dopo la decisione della famiglia Pesenti di fermare da settembre la produzione dello stabilimento empedoclino.
“Mi preme sottolinearLe - scrive lo scrittore – che qui, oltre alla perdita del lavoro e dello stipendio e quindi della libertà dell’esistenza di tante famiglie, potrebbe esserci una conseguenza ancora più pericolosa. Un aumento così massiccio della disoccupazione in un comune così piccolo che cerca disperatamente e in tutti i modi di non lasciarsi prendere dalla spirale della mafia, rischia di diventare un vero e proprio campo di coltura mafiosa. Il motivo principale per cui mi sono permesso di scriverLe – conclude Camilleri – consiste nel timore di ripercussioni ampie e imprevedibili che questi e altri licenziamenti potrebbero avere”.
La lettera è stata recapitata a Passera tramite il sindaco di Porto Empedocle Calogero Firetto.
Il papà di Montalbano, dopo tre anni di assenza, era ritornato lo scorso 10 giugno nella sua città natale per partecipare alla riapertura delle Fosse di Torre Carlo V, rimanendo fortemente turbato dal fatto di aver trovato una Porto Empedocle disperata, sull’orlo del precipizio per la prossima chiusura dell’Italcementi. “Venire oggi – aveva detto – e sapere che 300 padri hanno perso il loro posto di lavoro è inaccettabile. La speranza in questi casi non serve a molto. Credo che il miglior detto sia ‘Cu di speranza vivi disperato mori’, gli empedoclini non devono sperare ma lottare, essere caparbi nei buoni e nei tempi cattivi. Conosco gli italiani e soprattutto i siciliani, so che uniti possono superare qualsiasi ostacolo. Dicono che so scrivere e metto la mia penna a disposizione per qualsiasi cosa, dico a gran voce agli empedoclini che il loro fratello maggiore Andrea Camilleri è con voi e non vi abbandonerà”.



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