A Lampedusa studenti ospitati presso la scuola media

Il Liceo E. Majorana chiude i battenti Per la Provincia l'istituto è "agibile"

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22 febbraio 2012 -  Di male in peggio. È quello che è accaduto agli studenti del liceo scientifico E. Majorana di Lampedusa. Dopo le lamentele diffuse dagli stuenti su Facebook sulla mancanza di riscaldamenti, finestre rotte e la necessità di portare a scuola coperte e borse d’acqua calda per riscaldarsi, dopo il sequestro da parte dei carabinieri di tre contenitori in amianto posti sul tetto del liceo, che contenevano acqua usata da tre aule della scuola, adesso l’istituto chiude i battenti.  Qualche giorno fa, pur di non far perdere lezioni agli studenti il dirigente scolastico aveva messo a disposizione dei liceali le aule della scuola secondaria di primo grado, costringendo però sia alunni che insegnanti a fare turni massacranti: ingresso previsto nel pomeriggio, alle 14 e 30, e l’uscita alle 18 e 30  con la prospettiva, dalla prossiama settimana,  di svolgere le normali lezioni fino alle 19 e 30.

“Gli orari sono abbastanza insostenibili, –  spiega uno studente – poichè diventa molto difficile mantenere la concentrazione durante le lezioni non solo per gli alunni ma anche per gli insegnanti. Queste non sono condizioni accettabili se si vuole garantire il giusto rendimento scolastico”. I ragazzi del Liceo Scientifico di Lampedusa continuano, dunque,  ad avere problemi, anzi a non avere più nemmeno una scuola.  La situazione adesso vede gli alunni in continue difficoltà che oltre alla carenza di continuità didattica, rischiano di perdere parecchi giorni di scuola. Cosa che danneggia, in particolare, gli alunni di quinta, che nei prossimi mesi dovranno affrontare un esame di maturità.


L’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Amelia Scibetta ha dichiarato a BlogSicilia che «La Provincia ha già stanziato i fondi al liceo Majorana per il risanamento dell’edificio e per la manutenzione scolastica ordinaria. Il liceo – prosegue l’assessore –  non è stato assolutamente dichiarato inagibile, sono dicerie». Bene, si potrebbe pensare, ma allora perché l’istituto è stato chiuso?

Ma il liceo Majorana, non è l’unico istituto scolastico ad avere problemi. Le segnalazioni, infatti, giungono anche dal plesso di via Ulisse Maccaferri.  L’area è accessibile a tutti, il cancello è sempre aperto,  e l’edificio, “chiuso nel 2009 perché pericolante” e ormai privo di infissi, è in condizioni inaccettabili, con documenti scolastici ufficiali lasciati per terra alla mercé di vandalismo e vento, che di tanto in tanto porta addirittura pagelle e verbali per strada, violando qualsiasi norma sulla privacy. Il contatore dell’energia elettrica però è attivo: è di ultima generazione e vistosamente collegato a cavi belli grossi e colorati, che portano luce chissà dove dentro i muri scrostati.  La manutenzione del plesso è ad appannaggio del Comune. E proprio per questo edificio, grazie anche all’intervento della Protezione Civile, agli inizi del 2007 era stato ultimato un progetto di restauro dell’ingegnere Sandro Orlando per un ammontare di 800mila euro, finito poi nel cassetto dei rifiuti perché la nuova amministrazione, insediatasi nella seconda metà dello stesso anno, aveva in mente qualcos’altro: un complesso scolastico ex novo. Progetto poi evidentemente rimasto un sogno nel cassetto.

Ora, tornando ai liceali, se ne deve occupare la Provincia, riferiscono dal Comune. Perché non si risolve? Perché la Provincia non ne vuole sapere di rispondere, E nel frattempo? Assisitiamo ad uno scarica barile che non porta a nulla, in attesa di chissà quale manna, mentre il degrado avanza e la ricreazione si trasforma in merenda.

Il sistema scolastico delle Pelgie è dunque un vero e proprio disastro. Si pensi che il liceo Majorana è l’unico dell’isola ed è dunque una struttura importante sia per l’istruzione sia come luogo di incontro e di scambio culturale per i giovani. Era necessario arrivare a febbraio per affrontare la situazione o “forse” l’istituto poteva essere dichiarato inagibile già a settembre? Si spera che qualcuno da qualche poltrona cominci a muoversi per risolvere questa drammatica situazione.

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