il petrolchimico rischia la chiusura

Da Gela a Palermo Ecco i disagi dopo 5 giorni di stop

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20 gennaio 2012 -  “Malgrado il forte attaccamento al lavoro e la non comune abnegazione del nostro personale, la Raffineria di Gela spa non è in grado di garantire la piena operatività degli impianti“. Lo ha reso noto la direzione dell’azienda dell’Eni in una lettera inviata al prefetto di Caltanissetta, alle forze dell’ordine e alle autorità di governo, per denunciare le gravi conseguenze che cinque giorni di blocco dei cancelli. Una situazione che se dovesse continuare potrebbe portare “alla fermata generale degli impianti di stabilimento, con tutte le conseguenze anche in termini ambientali”.

Ad Agrigento i vigili urbani fanno sapere di essere  rimasti senza benzina: «A causa dell’impossibilità a reperire carburante la polizia municipale non potrà assicurare i servizi di pattugliamento su tutto il territorio, a far data da domani. Saranno, pertanto, assicurati esclusivamente i servizi nel centro città da realizzare con personale appiedato», ha spiegato il comandante Cosimo Antonica.


Situazione difficile a Palermo dove si registrano aumenti dei prezzi di frutta e verdura. Scarseggiano nei grandi centri commerciali i latticini, la carne e l’acqua. «I pomodorini di Pachino, le melanzane o il pomodoro, che vengono da Vittoria – fanno sapere dalla Vucciria – non sono arrivati, mentre il prezzo degli ortaggi al mercato ortofrutticolo è più che raddoppiato; un chilo di zucchine in media costa 0,80 centesimi all’ingrosso, in questi giorni è salito a 2,20 euro, in pratica al dettaglio sono costretto a venderlo a 3 euro».

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