Lo scenario politico siciliano, al pari di quello italiano, è più che mai fluido. Tutto è in discussione, a cominciare dai partiti (e con essi i rispettivi rappresentanti) che devono fare i conti con l’antipolitica e il crescente astensionismo. Più che mai i leader sono alla ricerca della formula migliore e del candidato giusto, per affrontare le Regionali del dopo Lombardo.

Un quadro ancora molto nebuloso. Non sorprende, dunque,  che una delle poche certezze sia la candidatura di Rosario Crocetta, personaggio di spicco della sinistra che gode di un consenso ampio e trasversale, che va al di là dell’appartenenza politica. Fiutata l’aria, l’ex sindaco di Gela è scattato in maniera fulminea dai blocchi di partenza ed è già in piena campagna elettorale ormai da un paio di settimane. A prescindere da tutto e da tutti, l’europarlamentare del Pd va spedito come un treno. E mentre corre spedito verso la meta, Crocetta si guarda attorno e dialoga per allargare la base dei sostenitori. Un lavorio incessante, da buon movimentista, che dà i suoi frutti, visto che proprio ieri si è consumato il matrimonio fra l’Udc e l’eurodeputato democratico.

Se la corsa a palazzo d’Orleans fosse una gara  ciclistica, all’inseguimento di Crocetta vedremmo Gianfranco Miccichè. Anche il leader di Grande Sud dialoga con tutti e sogna di ricostruire il vecchio centrodestra. Quello del 61-0, un successo appunto che porta la sua firma. Il cappotto rifilato al centrosinistra appare distante anni luce.

Nel frattempo le strade di Miccichè e del Pdl si sono separate. Eppure, il rapporto con Berlusconi è saldo e di profonda amicizia. Il dialogo con il Pdl non si è mai interrotto. Anzi, di recente è tornato molto intenso e l’intesa sull’ex sottosegretario del governo Berlusconi per giocare da protagonista la partita Regionali sarebbe praticamente cosa fatta. La fumata bianca è arrivata nelle ultime ore da un incontro romano.

Ad affiancare l’ex sottosegretario, il catanese Nello Musumeci. Il ticket ha ricevuto l’imprimatur di Berlusconi. Il Cavaliere, del resto, oltre alla fiducia in Miccichè, non ha mai nascosto di avere un ‘debole’ per il leader de La Destra siciliana. La scintilla tra i due scoccò nel 2005 durante un comizio elettorale al Palacatania. L’ex europarlamentare incantò Berlusconi che qualche anno dopo, oltre al ‘Musumeci fine oratore’, ha potuto apprezzare da vicino anche le qualità del ‘Musumeci amministratore’, nel ruolo di sottosegretario del suo ultimo governo. L’ex presidente della Provincia di Catania ha preso atto della proposta, ma ha chiesto qualche giorno di riflessione prima di dare una risposta.

Secondo alcune indiscrezioni anche il capogruppo del Pdl all’Ars, Innocenzo Leontini, che nei giorni scorsi ha annunciato la propria candidatura a governatore particolarmente gradita al Pid di Saverio Romano, potrebbe convergere su Miccichè.  Intanto Angelino Alfano prosegue l’azione di ricucitura con una serie di incontri, c’è in scaletta quello l’ex ministro Romano.

Il Pdl non è l’unico partito a corteggiare Micciché. Nei giorni scorsi, Giovanni Pistorio ha chiamato il leader di Grande Sud per dare vita a un polo autonomista insieme a Innocenzo Leontini che con il Pid ha promosso  un listone civico al momento alternativo al Pdl. Il Nuovo Polo (Mpa, Fli, Api e Mps), dice Pistorio lavora per correre da solo. L’obiettivo è fungere poi da ago della bilancia in un quadro quasi certamente frammentato per via dei tanti candidati, che non permetterà a nessuno di ottenere la metà più uno dei seggi all’Ars. Pistorio però non disdegnerebbe un’alleanza in grado di frammentare ulteriormente gli schemi. Esclusa un’intesa con il Pdl,  il leader di Grande Sud sarebbe una soluzione gradita perché “se Miccichè avesse il coraggio di essere conseguente rispetto alle intenzioni sempre annunciate di rompere con Berlusconi, potremmo dar vita al polo autonomista” spiega Pistorio. Un segnale di un possibile accordo sarà il ritardo nel fissare la data delle elezioni, anche se il Mpa al momento ha calato la candidatura di Massimo Russo, Fli punta su Fabio Granata e l’Api strizza l’occhio a Crocetta. Nonostante il riavvicinamento tra i due partiti autonomisti non è ancora chiaro se ci possano essere gli estremi di un percorso condiviso sulla candidatura a presidente di Micciché. Pare che antiche questioni di difficile convivenza alle falde dell’Etna rendano problematico il ripristino della vecchia alleanza che portò Lombardo a Palazzo d’Orleans.

Al leader di Grande Sud potrebbe essere affidato dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, anche questo compito: far digerire al Pdl catanese (e viceversa) l’alleanza con gli autonomisti nel nome di un successo possibile in grado soprattutto di invertire il pericoloso trend negativo su scala nazionale iniziato con le amministrative della scorsa primavera.