Il restyling di Sala d’Ercole, che vedrebbe lo sradicamento di 20 poltrone, portando da 90 a 70 il numero dei deputati siciliani, potrebbe far risparmiare un bel po’ di soldini alle già deficitarie casse della Regione siciliana. Ancora maggiore sarebbe il denaro conservato nel caso in cui anche l’iter di abolizione delle province andasse in porto. Ma lo scioglimento anticipato dell’Ars potrebbe far  subire alle due riforme una pesante battuta d’arresto, che sarebbe “letale” per la riduzione del numero di parlamentari regionali. Le elezioni anticipate bloccherebbero infatti l’iter costituzionale in corso al Parlamento nazionale.

Nel Pd, in particolare, sembrano (quasi) tutti d’accordo a presentare la mozione di sfiducia. Il deputato regionale Lillo Speziale, presidente della commissione antimafia all’Ars, è convinto che già la prossima settimana il documento antilombardo potrebbe già essere pronto. “Oggi ne parleremo nel corso della riunione del gruppo Ars – spiega Speziale – e inoltre sabato ci sarà il direzione regionale del partito. Penso che i tempi siano maturi per poter presentare la mozione di sfiducia già nel corso della prossima settimana”.

Sulla riduzione del numero dei parlamentari il deputato di Gela tiene a precisare che “già quattro anni fa avevo presentato  un disegno di legge nell’indifferenza generale, respinto dal 70% dei deputati. Un altro disegno di legge è stato poi approvato dall’Ars più di un anno fa e non mi risulta che la Camera dei deputati di Roma abbia già calendarizzato la votazione della riforma. Se mi avessero dato ascolto prima avremmo già la certezza che la prossima Ars sarebbe composta da 80 deputati”.

Anche il giovane deputato Pd, Miguel Donegani, è tra i promotori della mozione di sfiducia. “Già da due anni – dice Donegani – lancio appelli affinché, per il bene della Sicilia, si scriva la parola fine sulla storia politica di questa giunta regionale. Non credo proprio che il governo Lombardo, che in quattro anni non ha fatto una sola proposta di riforma, tutte venute da iniziative parlamentari, inizi adesso questo cammino”.

Ancora più sferzante il giudizio del parlamentare nazionale Pd, Vladimiro Crisafulli, che taglia corto: “È arrivato il momento di far cessare l’esperienza di questo governo fallimentare. La Regione siciliana si è ridotta a un grande comitato elettorale dell’Mpa. Se non si chiude adesso si rischia di votare a marzo e la Sicilia, che è già scassata rischia di colare a picco”.

Insomma, seppure con sfumature diverse, sembra che nel Pd, l’opinione condivisa sia quella di andare al più presto alle urne per scegliere i prossimi NOVANTA parlamentari che siederanno tra i banchi “old style” di Sala d’Ercole. Anche perché se Lombardo non dovesse dimettersi o la modifica dello Statuto dovesse diventare realtà….