Con una lettera a Corriere e Sole 24 Ore
Appello delle Province a Monti
Tagliamo 3.127 enti inutili

Una lettera appello a Mario Monti. Pubblicata, a pagamento, sul Corriere della Sera e sul Sole 24 Ore. Un appello e insieme una proposta oltre che un’offerta, concreta, di collaborazione. La sottoscrivono sei presidenti di Provincia in rappresentanza dell’Upi, l’Unione delle province italiane. Giuseppe Castiglione, il siciliano presidente dell’Upi insieme ad Antonio Saitta (Torino), Nicola Zingaretti (Roma), Guido Podestà (Milano), Massimo Ferrarese (Brindisi) e Andrea Barducci (Firenze) ricordano a Monti di aver “proposto un’autoriforma che garantirà allo Stato 5 miliardi, attraverso la riduzione del numero delle Province, l’istituzione delle città metropolitane e la riorganizzazione degli uffici territoriali dello Stato”.
Una premessa per ricordare al premier la condizione consigliata dalle province nel caso la proposta di autoriforma fosse fatta propria dal governo: “Abbiamo proposto che questi risparmi finanzino un fondo per gli investimenti locali. E’ il nostro contributo alla spending review: non solo un taglio, ma una migliore gestione di risorse per favorire lo sviluppo. Sappiamo anche che la nostra riforma da sola non basta. Occorre un’operazione più radicale per tagliare spese inutili e ridurre sprechi”.
Quindi nella lettera-appello, il nuovo suggerimento: “Il Ministero del Tesoro ha compilato la lista delle società, consorzi ed enti strumentali di Regioni, Province e Comuni. Sono 3.127: pagine e pagine di sigle improbabili, strutture create dal nulla spesso per spartire poltrone e gestire potere. Rappresentano le stanze segrete della politica, di cui i cittadini ignorano perfino l’esistenza. Anche se sono loro, con le loro tasse, a finanziarle e a tenerle in vita. Questi organismi costano al Paese oltre 7 miliardi di euro l’anno, di cui 2 miliardi e mezzo impiegati per i soli consigli di amministrazione. E sono organismi che si occupano di servizi che dovrebbero essere svolti dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni”.
Una premessa chiara che serve all’Upi per formulare con decisione il proprio invito: “Completi l’opera tagliando con nettezza questi veri rami secchi e improduttivi dell’amministrazione pubblica. Verrà così certamente rafforzata e compresa meglio la sua battaglia di cambiamento”.



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