Dialogare con se stessi nel silenzio naturale di Lampedusa

A Lampedusa il sole e le giornate primaverili (se non estive) hanno compensato i disagi alla comunicazione che ancora oggi permangono. Ho scritto già qui sul black-out che ha colpito le linee della telefonia mobile e la navigazione sul web (causando problemi all’erogazione di servizi pubblici, quali il prelievo dagli sportelli Bancomat o alle Poste), mentre adesso vi voglio raccontare brevemente del clima lampedusano.

Innanzitutto, quello metereologico: sole, tanto sole. Vento leggero e piacevole, mare spettacolare. Insomma, a Lampedusa il Natale e il Capodanno sono trascorsi all’insegna del bel tempo (a dir poco). E del silenzio. Infatti, questo non è affatto un periodo in cui i turisti si concentrano alla Guitgia, a Cala Pisana, ecc. Per giunta, molti lampedusani hanno deciso di trascorrere le feste altrove. Risultato: pochissima gente per le strade.

Ma non è affatto un male, perché la solitudine lampedusana è peculiare, in quanto compiutamente immersa nella beltà del paesaggio. Camminare per il porto di prima mattina, alla vista di poche barche ormeggiate, la maggioranza delle quali da pesca, respirando a pieni polmoni l’aria salubre del mare, è una esperienza esistenziale da brividi, soprattutto per chi vive in una città caotica e dinamica come Palermo.

Lampedusa “in inverno”, quindi, è il luogo migliore per lasciarsi andare a se stessi. Lo sapeva bene, ad esempio, l’indimenticabile Domenico Modugno.

L’assenza del web e degli sms ha naturalmente ecceduto questo stato di cose, contribuendo ancora di più all’isolamento, al recupero della realtà così com’è, al contatto con la propria dimensione di uomo immerso in un preciso spazio fisico in un determinato tempo scandito non dai numeri bensì dalle posizioni interscambiali del sole e della luna.

Isola ideale per riappropriarsi di se stessi, caricarsi d’energia naturale e prepararsi ad un 2010 intenso.

 

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1 Commento a “Dialogare con se stessi nel silenzio naturale di Lampedusa”

  1. Davide Cosentino scrive:

    non lo raccontare troppo in giro, altrimenti ti arriveranno turisti a migliaia, tutti allegramente pronti a sperimentare questa “solitudine” :)

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