“Oggi in Sicilia ci sarà poco da festeggiare” dice a BlogSicilia  Claudio Barone segretario generale Uil Sicilia in occasione della festa del 1° maggio-.

“I disoccupati ufficiali in Sicilia sono 250mila, ma l’ultimo rapporto Svimez stima che siano 600mila. Molti sono i siciliani che non cercano lavoro attraverso gli uffici di collocamento ma attraverso il lavoro nero precario e l’emigrazione. Anche chi ha il posto di lavoro vive in una situazione difficile. La cassaintegrazioine è aumentata rispetto il 2010, si è passati dai 22milioni di ore a 26milioni nel 2011 e nel primo trimestre del 2012 siamo già a 9milioni di ore di cassaintegrazione.

Il problema è che i finanziamenti del Governo nazionale e gli ammortizzatori sociali stanno diminuendo e quindi non sappiamo se saranno sufficenti. Se passa l’impostazione del ministro Fornero che tutela i lavoratori  e non i posti di lavoro siamo al dramma più completo perchè ciò significa che tutti questi lavoratori verranno licenziati. Se non ci sono i fondi della cassaintegrazione le aziende che hanno dei problemi congiunturali dovranno o ridurre le loro dimesioni o chiudere definitivamente, dunque la gente verrà licenziata e si avrà anche una perdita dell’apparato produttivo.

La Regione siciliana ha anche fatto la sua parte. Sono riusciti a  farsi bocciare la finanziaria, circa 80 articoli sulla tutela del lavoro, tutto ciò a fronte di 20mila presenze di precari storici presso gli enti locali che non hanno più copertura. Si parla di precari ma in realtà lavorano anche da vent’anni presso lo stesso ente.

La situazione è estremamente preoccupante, è necessario cambiare registro, dobbiamo creare delle condizioni di sviluppo. La prima cosa da fare è creare le premesse per far ripartire l’economia e restituire attraverso la lotta all’evasione fiscale il potere d’acquisto ai lavoratori dipendenti. In Sicilia abbiamo i salari più bassi d’Europa, peggio di noi solo i Greci e i Portoghesi, l’economia è dunque ferma e la recessione avanza.

La Regione siciliana deve investire di più, bisogna fare ripartire la spesa per creare infrastrutture. Noi crediamo che la Sicilia stia attraversando un momento estremamente difficile ma che abbia anche tante risorse come  l’area di Priolo con il rigassifficatore, dunque investimenti internazionali, potenziare il porto di Augusta, i collegamenti ferroviari, dunque sfruttare tutte le potenzialità di una Regione che è la porta dell’Europa.

Noi chiediamo che in occasione della festa del  primo maggio venga lanciato un segnale di cambiamento e diciamo a tutti quelli che ci stanno, dai sindacati alle imprese di schierarsi e dire basta a questo sistema che ha provocato solo disastri e comnciare a fare delle sclete che possono garantire un futuro diverso“.

Intervista di Loredana Ales